Charlize Diary #1 - Due mesi nell’altro mondo
Giorni fa mi sono resa conto che stavo per compiere i miei primi due mesi di permanenza su SL. Di già… Ho cominciato a buttare giù un post di riepilogo, e probabilmente ne è venuto fuori un polpettone, condito di riflessioni che forse non stanno nemmeno in piedi…
Non lo so, comunque lo posto ugualmente! Se decidete di leggere (vi avviso, è lungo), è a vostro rischio e pericolo…
Dunque, 23 agosto 2007. Annoiata e stressata dalla mia tesi di laurea, per svagarmi un po’ decido di dare una possibilità a questo mondo virtuale di cui ho tanto sentito parlare, dando seguito ad una vecchia proposta di Mark e Simone, tornatami in mente leggendo un post di Giovy.
Così, in un’afosa mattina di agosto, nasce Charlize Wilkinson, il mio alter ego.
Difficile descrivere la sensazione che si prova a venire catapultati in questa realtà alternativa, perché di questo si tratta: percezioni, amplificate dalla possibilità di avere interfacce “umane” con cui confrontarsi. E’ strano, molto strano…
Una delle prime cose che mi sono sentita dire, da una ragazza (o, almeno, da un’avatar donna) è stata abbastanza inquietante. Era una cosa del genere:
“Ti do un consiglio spassionato, da donna a donna: sta attenta! Ci sono dei veri e propri maniaci in questo gioco. La gente è pazza, si innamorano di ’sti pupazzi… E’ patetico!“
Accetto il consiglio e lo metto da parte, e devo ammettere che tutti i torti non li aveva, la sua frase mi è tornata in mente in almeno un paio di occasioni…
Appena iscritta, saltando a piè pari l’Orientation Island e le guide varie, mi sono teletrasportata nel posto indicato da Giovy nel post, avendo modo di incontrare lui e alcuni altri bloggers italiani, appartenenti al gruppo “Italian Bloggers Sindicate“.
Nel giro di una settimana, ad opera delle stesse persone, nasce anche il B-Club (e gruppo annesso), un locale creato come punto di incontro per i bloggers italiani.
Lo frequento per un po’, avendo modo di conoscere meglio gg e altri, finché l’organizzazione allenta progressivamente la frequenza degli eventi… Peccato!
Nel frattempo arrivano su SL anche i miei soci di APP (nonché coautori di questo blog): Simone e Joker, alias Gregory e Custer.
Insieme ci mettiamo all’opera per cercare di carpire qua e là i segreti di SL e di sviluppare un progetto che ci permetta di costruire qualcosa per APP. L’idea è buona, ma la realizzazione si rivela tutt’altro che semplice, perché se c’è una cosa che su SL è identica alla RL, è che senza soldi non sei nessuno… Triste ma vero!
Nessuno di noi intende mettere mano al portafogli, quindi raccogliamo la sfida e giochiamo con gli strumenti proposti da SL, mettendo da parte soldi con il camping e cominciando ad imparare come costruire oggetti e disegnare vestiti, per poi aprire, al momento giusto, un negozio in grado di fornirci qualche introito.
In questo filone si inseriscono tutti i miei tentativi fatti con gli abiti, che possono essere sintetizzati nei tre modelli che ho regalato qualche giorno fa ad unAcademy. Un primo passo per raccogliere qualche feedback e vedere se sono pronta a lanciarmi nel mondo della moda di SL. Pare di si…
Già, unAcademy, un altro pezzetto della mia storia in SL. Ne ho sentito parlare quasi subito, dopo pochi giorni di permanenza, e da un qualcosa che era solo nella mente di gg e diventato un luogo “tangibile“. E’ stato interessante vedere questo progetto prendere forma, dai pavimenti al tetto, dare una mano in qualche occasione, e soprattutto trovarci gente, adesso che tutto è partito, sembra con i migliori auspici. In bocca al lupo!
Tornando ad APP, dopo un po’ di tempo si è unita a noi un’altra iscritta del forum, Giovanna, che si è subito integrata nel gruppo e, insieme agli altri, ha dato vita alla tradizione dei racconti horror del venerdì (da cui me la svigno spesso e volentieri!). Poco dopo è nata l’idea di questo blog, creato con l’intento di raccontare le nostre avventure, screenshots vari e di divertirci insieme.
Insomma, fin qui sembrerebbe essere un mondo perfetto… Beh, non è così! E qui cominciano le mie riflessioni a margine…
Innanzitutto c’è da dire che esiste una netta differenza fra interagire dentro SL con persone che già si sono conosciute in altri contesti, come nel caso del nostro gruppetto di APP, ed interagire con persone conosciute direttamente in-world. C’è differenza perchè non esiste un contesto reale, estraneo a SL, nel quale inquadrare queste persone, così i gesti degli avatar si caricano di valori e significati che probabilmente non esistono.
Su SL si incontrano persone di ogni tipo, dall’adolescente smanettone in cerca di sesso virtuale, all’impiegato annoiato che gioca dal lavoro, al nonnetto che vuole scoprire le ultime diavolerie che ci sono in giro, al professore in cerca di nuovi strumenti didattici… Pensando a me, potrei dire anche all’ingegnere che sfoga la sua creatività repressa disegnando vestiti!
Sono stata sorpresa, comunque, di trovare molti meno ragazzini di quanto mi aspettassi. In base alla mia pur breve esperienza, il giocatore medio è rigorosamente sopra i trenta. Non l’avrei mai detto!
The big question: cosa cerca la gente in questo luogo metaforico? Non lo so, ma so che molti si rifiutano di dire che stanno cercando qualcosa. Mi ha colpito, soprattutto agli inizi, che ai primi scambi di battute con qualche avatar, per prima cosa ci tenessero a mettere in chiaro che avevano una RL, piena, soddisfatta, senza ombre. Come a volersi giustificare in qualche modo, per tagliarsi fuori da quell’alone negativo con cui la stampa racconta SL, o le interazioni online in generale.
Cosa cercavo io? Beh, ve l’ho detto, all’inizio svagarmi dalla stesura della tesi che mi ha tenuto incollata al pc per gran parte di agosto e settembre, poi esplorare nuove possibilità per APP, dopo… Non so, curiosità credo, verso un mondo che può essere vissuto in tanti modi, che puoi plasmare a seconda dei tuoi gusti e della tua immaginazione, in cui hai l’illusione di poter essere chiunque, ma alla fine ti ritrovi ad essere nient’altro che te stesso, a scoprire che il tuo avatar è solo un altro pezzetto della tua identità digitale, come il tuo blog, il tuo sito, il tuo account su Flickr.
Ma proprio perché si finisce per essere se stessi, e poiché alla vera me stessa, c’è poco da fare, spesso piace starsene a rimuginare per i fatti propri, chiudo tutto e vi saluto.
Complici la linea ADSL che va a singhiozzi da ieri, i preparativi per il viaggio a Londra, e il viaggio stesso, mollo SL per un po’, continuando a riflettere su questi due mesi appena trascorsi…
Vi lascio con le parole di una canzone di Vasco (che non amo particolarmente, salvo qualche eccezione, come questa), che su qualche blog (di cui purtroppo ho perso le tracce) ho trovato accostata a SL, Gli Angeli. La trovo sorprendentemente calzante…
“Vedi tetti e case, e grandi le periferie
E vedi quante cose, sono solo fesserie [...]
Qui è logico, cambiare mille volte idea
Ed è facile, sentirsi da buttare via
Qui non hai la scusa, che ti può tenere su
Qui la notte è buia, e ci sei soltanto tu [...]
E da qui… E da qui…
Qui non arrivano gli ordini…
A insegnarti la strada buona…
E da qui… E da qui…
Qui non arrivano gli angeli!“
P.S. Ci sentiamo al mio ritorno! 




Lady Blackice - Second Life: note a margine
[...] il succo di quello che penso, rimandandovi al post originale se volete leggere tutto il resto: Charlize Diary #1: Due mesi nell’altro mondo… “The big question: cosa cerca la gente in questo luogo metaforico? Non lo so, ma so [...]